E' già Natale...


 

Mio caro,


questo pomeriggio passeggiavo per le strade ormai affollate, ed osservavo le vetrine 
esageratamente illuminate; la gente sembrava come impazzita in questa folle corsa 
per gli acquisti dei regali. 
Che strano questo clima del Natale: ci lamentiamo tanto, e poi tendiamo a sprecare! 
Non farci caso, caro, la mia è stata una giornata di lunghi pensieri, e di riflessioni...
"Il Natale è una festa d'amore, o di tanto rumore?".

Ma ora basta... voglio pensare solo a te. Sei tu che m'illumini i giorni, non sono 
le false luci che "bruciano" la città! 
Ieri mi hai chiesto se avessi avuto un desiderio: sarebbe stato il tuo dono di Natale.
 "Ma quale dono ancora chiedere se non quello che ora possiedo... te!". 

Sei tu quel qualcosa che attendevo in questa vita; e sei arrivato, non molto tempo fa. 
Sei arrivato in punta di piedi, quasi timoroso di dover dichiarare il tuo amore; come 
anch'io lo sono stata nell'ammettere quello che nel tempo scoprivo di provare.

Nulla io chiedo come dono, dunque. Il mio Natale è ogni giorno trascorso con te. 


Sono le tue braccia che danno il calore di cui il cuore ha bisogno; le tue labbra che
dissetano la sete che il desiderio accende. 
Non è solo il fremito che avverte la mia pelle quando sfiori il mio volto, o ogni parte 
di me, ma è quella sensazione interiore che va oltre il senso del piacere; ed il mio 
godere è fatto di quell'ardore che nell'anima stessa ogni volta si rinnova.  

"Se io rinasco ogni giorno con te, caro, cosa altro vuoi che ancora possa desiderare 
per Natale?"  No, non voglio doni. Voglio soltanto un giorno o due, o tre... Io e te, 
da soli, nel nostro solito rifugio. Andar via, da tutti... dal mondo, dalla gente. 
Soprattutto da tutte quelle stupide chimere che portano il sentire lontano dal sapere
che l'unica cosa vera di questo mondo è l'Amore. 
Che esso duri un mese, un anno, una vita intera, che vada oltre la vita... è solo questa 
forza che ci rende fieri, che ci soddisfa la mente e il cuore.  

Sta calando già la sera, e... mentre tu sei sulla via del ritorno, io devo uscire di nuovo.
Purtroppo! Sbadata me... ho dimenticato di acquistare quella spezia che serve per la 
cena di stasera. "Come posso farne a meno se essa incontra il tuo piacere, e se al 
tuo piacere unisco il mio?". 
Al rientro questa sera non sentirai, come tu usi dire, il mio -cinquettìo- ma ci sarà 
questa mia lettera a farti compagnia.

A presto caro, pensa tu all'aperitivo.